VIAGGI A MANO LIBERA

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La linea più retta, dritta, immobile, visibile in natura è quella definita dal mare che illude l’occhio umano della sua fine. Eppure, il mare è acqua e onde, che per definizione sono morbidezza, fluidità e circolarità.

Questo penso mentre, dall’oblò di questa nave enorme, il mio sguardo si posa prima sulla sinuosità delle onde vicine e poi sulla fissità dell’orizzonte lontano.

Una riflessione fine a se stessa che però si crogiola nella forma del mio pensare, che da sempre incede ad opposti. Salta da un polo all’altro delle possibilità, sviando tutte le sfumature. Passa velocemente da un o all’altro, quietandosi sugli oh di tanto in tanto.

Gloria, davanti a me, legge roba di lavoro. Sposto l’attenzione sulle sue sopracciglia aggrottate e le sue labbra che si muovono al ritmo delle parole. Condivido la vita con la donna degli e, colei che ama dar voce alle infinite realtà che abitano la linea che tiene lontani i contrasti dei miei o, concependo la possibilità di abbracciare molteplici sfumature insieme.

I nostri diversi modi di approcciarci all’idea di giusto e sbagliato, possibile e impossibile, reale e irreale, si incontrano negli oh. Quelli sussurrati nello scoprire e scoprirsi, nel meravigliarsi, nello stupirsi, nell’impaurirsi, nel superarsi, nell’incontrarsi. Tutti riflessivi, tutte voci del verbo viaggiare.

È per questo che stiamo qui. Nella pancia di una nave che sta tagliando il Mediterraneo, soglia di tanti storici, epici, viaggi, e ora anche del nostro.

E, come gli altri, anche questo non è (solo) un viaggio metaforico, ma quanto di più concreto potessimo progettare.

 

Eravamo sullo scomodissimo divano rosso di mia nonna che ci ha inglobate per i due mesi di quarantena nella primavera del 2020. E in quel tempo ritmato da gesti compressi nell’abbraccio di tutto ciò che considero casa, in una routine scandita dalle carezze del focolare, non so chi delle due (avrei potuto essere indifferentemente io o lei) ha osato chiedere all’altra, ma forse anche un po’ a se stessa: finito il Covid, ci prendiamo un anno di respiro? Un anno in viaggio? E non so chi delle due (avrei potuto essere indifferentemente io o lei) ha risposto: è il sogno di una vita.

Due volte l’anno Facebook, con quella terribile opzione di far tornare su ricordi che la maggior parte delle volte avremmo voluto dimenticare, soprattutto per la vergogna scaturita dal rendersi conto di come utilizzavamo il social nei suoi primi anni di vita, dicevo, due volte l’anno Facebook mi ricorda di due miei post scritti in anni e in periodi differenti: “ha voglia di mollare tutto e viaggiare per un anno” (2009) / “prima o poi viaggerò un anno intero” (2011).

E Gloria, dai piedi e dal cuore vagabondi, ha sempre voluto mollare casa e i tempi serrati del quotidiano, per poter viaggiare in un tempo lento e indefinito.

Questi due sogni, che ognuna delle due covava per sé da anni e anni, così vaghi e così uguali, nella primavera del 2020, durante un lungo tempo di stasi collettiva, hanno preso forma e sono diventato uno su quello scomodissimo divano rosso di mia nonna.

 

La forma, oggi, quattro settembre 2023, è la seguente:

  • Gloria,
  • Nina,
  • io,
  • Ivano (il nostro van!),
  • una serie di biglietti prenotati e altri da prenotare,
  • almeno undici Paesi da calpestare in undici mesi,
  • un lavoro in smart working e uno in aspettativa non retribuita,
  • una casa mollata,
  • una macchina lasciata in prestito,
  • una festa con tantissimi amici e amiche per salutarci,
  • un agosto passato a salutare tanti altri amici e amiche,
  • diciassette euro a persona come budget giornaliero,
  • una cosa che abbiamo chiamato Le Scartoline e che vi presenteremo molto presto,
  • tutti quei verbi riflessivi che prenderanno forma nel conoscere nuovi luoghi, nuovi odori, nuove persone, nuovi cibi, nuove strade da disegnare (sempre a mano libera).

 

Nina riposa sotto il tavolo, non sa cosa l’aspetta e io non saprei come spiegarglielo, ma il potere dei cani è stare nel qui e ora, e lei me lo insegna e me lo ricorda ogni giorno.

E il qui è il salotto di una nave che solca il Mediterraneo, con Gloria e Nina vicino a me. L’ora è lo stupore nel mio sguardo che segue la sagoma della Cataluña che ha appena colmato il vuoto del cielo sopra la linea dell’orizzonte, il cuore che batte forte, l’amore immenso che provo per chi è con me qui e per chi è con me altrove, la commozione e l’orgoglio quando sposto gli occhi, incontro quelli di Gloria, e tenendoli gli uni negli altri sussurriamo insieme “c e   l’ a b b i a m o    f a t t a”.

    Francesca
    6 September 2023

    Non sapevo nulla di questa avventura luiuuunga! Anzi ero preoccupata perché quest'anno non avevo visto ancora nessun racconto di viaggio. Vi seguirò qui, scrivete taaaanto così ci farete viaggiare con voi. Un abbraccio

      amanolibera
      6 September 2023

      Ehhh! Non avevi visto nulla perché ancora non eravamo partite!!!
      Ti portiamo con noi!! 🙂

      Un abbraccio a te

    Loredana
    6 September 2023

    Meravigliose ragazze

    Tiziana
    6 September 2023

    ❣️❣️❣️Tanti ..."ohhh" ... per voi ❣️❣️❣️

    Orsola
    7 September 2023

    Che figata ragazze! Dateci anticipazioni dell'itinerario! sono curiosa.
    un abbraccio a tutte

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